Giappone d'autunno: la stagione del foliage (il periodo del Kōyō)

A fine autunno, nei giardini dei templi di Kyoto, gli aceri giapponesi cambiano colore nel giro di pochi giorni: dal verde al giallo, poi all'arancio, poi a un rosso acceso. È un fenomeno che i giapponesi chiamano momiji, e che si osserva da secoli tanto quanto la fioritura dei ciliegi in primavera — solo con molta meno folla intorno.

Il periodo del foliage è meno battuto di quello dei ciliegi: meno gruppi organizzati, meno code davanti ai templi più famosi, più possibilità di fermarsi in un giardino senza sentirsi di fretta. È anche un Giappone diverso da quello che si vede nelle foto di aprile: più caldo nei colori, più silenzioso, con un ritmo che si presta a un viaggio meno frenetico, fatto di poche tappe vissute bene invece che di una lista lunga di città da attraversare in fretta.

Vista del monte Fuji nel periodo del foliage

Cosa lo rende diverso da un autunno qualsiasi:

In Giappone il foliage non è solo un evento naturale. Molti giardini storici — a Kyoto, ma anche nella regione del Tohoku o sull'isola di Miyajima — sono stati disegnati apposta perché gli aceri si specchino nell'acqua di uno stagno o incornicino l'ingresso di un tempio. Alcuni templi aprono al pubblico spazi interni chiusi il resto dell'anno, proprio per queste settimane. Non è la natura lasciata a sé stessa: è un paesaggio pensato, costruito nei secoli, per essere guardato in questo periodo preciso. Chi ci va sa cosa aspettarsi, ma restare colpiti dal risultato è comunque inevitabile.

Colori autunnali in Giappone

Cosa vedere

A Kyoto, i giardini dei templi — Tofuku-ji ed Eikan-do sono tra i più citati — offrono la combinazione classica di aceri rossi, acqua ferma degli stagni e architettura in legno scuro. Più a nord, nella regione del Tohoku, il foliage arriva prima e si vede su scala più ampia: intere valli di montagna che cambiano colore, con meno turisti e più spazio per esplorare. Sull'isola di Miyajima, vicino a Hiroshima, gli aceri circondano il grande torii rosso del santuario di Itsukushima, uno dei simboli più fotografati del Giappone — qui il rosso degli alberi si somma a quello del torii stesso.

Daruma giapponesi: amuleto e portafortuna

Cosa mangiare in questo periodo

L'autunno giapponese ha una sua cucina di stagione, diversa da quella che si trova in altri periodi dell'anno. Compaiono il riso con le castagne (kuri gohan), il matsutake — un fungo pregiato cucinato alla griglia o in brodo — e i cachi, che nelle campagne si vedono spesso appesi ad asciugare fuori dalle case. A Miyajima si trovano i momiji manju, dolcetti a forma di foglia d'acero ripieni, venduti caldi appena sfornati. Sono piatti legati a questo periodo specifico, che escono dai menu quando la stagione finisce. Anche i mercati cambiano faccia: banchetti di castagne arrostite, zucche di varietà giapponesi, i primi funghi di montagna — è un buon momento per fare tappa in un mercato locale invece che solo nei ristoranti dei centri turistici.

Kuri gohan - tradizionale riso con castagne

Un dettaglio da tenere presente

Il foliage non arriva ovunque nello stesso momento: parte dalle montagne del nord e scende verso sud e verso le quote più basse nel giro di alcune settimane. Questo significa che la scelta delle tappe e l'ordine in cui visitarle contano più che in altri viaggi in Giappone — un itinerario pensato per la primavera o per l'estate non funziona automaticamente in questo periodo, va costruito tenendo conto di dove si trova il foliage in quel momento specifico.

Immaginati lì: l'alba in un giardino di Kyoto, prima che arrivino i gruppi, con gli aceri che si specchiano nell'acqua ferma. Pochi giorni dopo, il torii rosso di Miyajima che spunta dal mare con la marea alta, aceri intorno e il tramonto che si accende dietro. In mezzo, un Giappone che cambia registro più volte: montagna, tempio, città, isola. Questa è la Rotta del Giappone in autunno, e possiamo cucirla su di te: le zone giuste nel momento giusto, i giorni, la sistemazione, le esperienze da includere. Io traccio la strada, tu la rendi tua.

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